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Energia dalla lolla di riso invece che dal carbone


India, Siltara
ClimatePartner ID: 1231
BiomasseConosci il progetto

Situata a Siltara, nel distretto di Raipur, nello stato del Chattisgarh, la società Shree Nakoda Ispat Limited produce diversi prodotti siderurgici come billette e spugna di ferro. Prima dell’inizio del progetto, meno della metà dell’elettricità consumata dalla fabbrica veniva generata in una centrale elettrica interna da 6 MW basata sul recupero del calore di scarto (WHR), mentre la restante energia veniva prelevata dalla rete. Con l'espansione della produzione dovuta alla crescente domanda dei loro prodotti, il consumo energetico dell'azienda è cresciuto da 8 MW a quasi 18 MW. Poiché non era possibile aumentare la fornitura di energia elettrica dall’impianto WHR esistente, l’azienda aveva la possibilità di prelevare più elettricità dalla rete statale dominata dai combustibili fossili o di generare internamente energia a base di carbone. Hanno invece deciso di installare un impianto interno di generazione di energia basato sulla biomassa, con l'obiettivo di diventare indipendenti dalla rete.

La biomassa utilizzata nella centrale elettrica è costituita principalmente da lolla di riso proveniente da aziende agricole locali. Il Chhattisgarh è chiamato la “ciotola di riso dell'India” a causa della grande crescita di risaie nello stato, che garantisce una fornitura costante di lolla di riso durante tutto l'anno.

Il contributo alla protezione del clima dei progetti per le biomasse

Le biomasse sono materie organiche di scarto, come ramaglie, foglie, segatura, trucioli di legno o gusci di noci di cocco. Sono di natura biogena e non fossile e possono essere usate per la generazione di energia rinnovabile. Una delle possibilità di generazione di energia rinnovabile consiste nell’alimentazione delle stufe con le biomasse. Questo processo evita che nell’atmosfera vengano scaricati gas nocivi e grandi quantitativi di CO2

Quale misura supplementare per la riduzione dei gas serra, i progetti per la protezione del clima con le biomasse impediscono soprattutto che le biomasse si decompongono nell’ambiente, rilasciando metano (CH4). I progetti nel portafoglio ClimatePartner con questa tecnologia sono certificati secondo gli standard internazionali.

Il progetto mira a contribuire a questi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite.

Sconfiggere la Povertà
Energia Pulita e Accessibile
Lavoro Dignitoso e Crescita Economica
Lotta contro il Cambiamento Climatico
Il progetto mira a contribuire a questi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite.
Maggiorni informazioni

I progetti a portezione del clima generalmente rientrano in uno di questi tre gruppi: riduzione del carbonio, rimozione del carbonio o evitamento del carbonio. I progetti di riduzione del carbonio riducono la quantità di gas serra emessi da una specifica attività (ad esempio, stufe da cucina migliorate). I progetti di rimozione del carbonio rimuovono il carbonio dall'atmosfera sequestrandolo in serbatoi di carbonio, come le foreste (ad esempio, riforestazione). I progetti di evitamento del carbonio evitano che le emissioni di gas serra entrino nell'atmosfera (ad esempio, proteggendo le foreste dalla deforestazione con progetti REDD+).

Tutti i progetti a protezione del clima si basano su standard internazionali. Questi standard stabiliscono i processi e i requisiti che i progetti di riduzione del carbonio devono soddisfare per essere riconosciuti come metodi comprovati di riduzione delle emissioni di carbonio.

I progetti a protezione del clima riducono, eliminano o evitano in modo dimostrabile le emissioni di gas serra. Questo risultato viene raggiunto attraverso varie tecnologie, le quali spaziano dalle soluzioni basate sulla natura ai progetti a impatto sociale e alle energie rinnovabili.

I progetti a protezione del clima vengono sottoposti a validazione e verifica da parte di terzi. La verifica avviene regolarmente dopo ogni periodo di monitoraggio. Un organismo di validazione e verifica controlla e valuta se i valori e le attività del progetto indicati nel report di monitoraggio sono corretti e li verifica. Come per la validazione, le visite al sito del progetto fanno spesso parte del processo.

I progetti a protezione del clima vengono sottoposti a validazione e verifica da parte di terzi. La validazione avviene all'inizio del ciclo di vita del progetto e garantisce che il progetto sia in linea con i processi e i requisiti attuali. Questa fase spesso comporta anche visite sul campo, con interviste e analisi in loco. Gli auditor sono valutatori accreditati e imparziali che devono essere approvati come organismi di validazione e verifica (VVB) dall'ente normatore.

Questa sezione mostra le riduzioni annuali stimate delle emissioni, calcolate prima dell'avvio del progetto. La quantità effettiva di emissioni risparmiate durante ogni periodo di monitoraggio potrebbe variare. Per far registrare un progetto come "progetto a potezione del clima", l'operatore deve presentare una stima delle riduzioni di emissioni utilizzando una la metodologia ex-ante all'interno di un Documento di Progettazione del Progetto (PDD), simile a un business plan. Il calcolo viene poi validato da un revisore indipendente. Durante i periodi di monitoraggio periodici, i valori determinati nel PDD vengono ricalcolati sulla base delle prestazioni effettive del progetto, documentati in un report di monitoraggio e nuovamente verificati da revisori indipendenti alla fine del periodo di monitoraggio. Questo assicura che il processo sia solido e accurato. La verifica indipendente fornisce quindi una verifica ex-post delle effettive riduzioni delle emissioni. Le riduzioni di emissioni certificate non vengono riconosciute fino a quando i risparmi non sono stati effettivamente realizzati.
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