Come le stufe a biogas riducono le emissioni e migliorano la salute di 11.000 famiglie
In India, il paese più popoloso del mondo, milioni di persone vivono in povertà (Banca Mondiale, 2021) e non hanno accesso a una fonte di energia affidabile e rinnovabile. 660 milioni di persone cucinano principalmente con legna su stufe tradizionali (IEA, 2021). Questo non solo produce fumo nocivo che può portare a malattie gravi, ma anche grandi quantità di emissioni di gas serra.
Questo progetto sul clima affronta questi problemi sostituendo le stufe a fango alimentate a legna con efficienti stufe a biogas. Per il funzionamento delle stufe a biogas, circa 11.000 famiglie ricevono un piccolo impianto di biogas: contenitori ermetici che i proprietari riempiono con il letame delle loro mucche e in cui dal letame viene prodotto il biogas. Utilizzando la nuova tecnologia al posto delle stufe in argilla, ogni anno si riducono circa 53.600 tonnellate di carbonio. Anche la situazione sanitaria dei residenti è migliorata: non sono più esposti al fumo nocivo e hanno una soluzione igienica per il loro sterco di mucca.

Negli impianti a biogas la biomassa fermenta in contenitori a tenuta stagna e diventa biogas. La biomassa può provenire da rifiuti organici o da escrementi di mucche o altri animali. In paesi come l'India o il Vietnam, le famiglie utilizzano il gas di piccoli impianti di biogas per cucinare. Questo riduce le emissioni di CO2 che si produrrebbero cucinando con legna o carbone. Gli impianti a biogas impediscono anche la fuoriuscita di metano nell'atmosfera - come avviene quando i rifiuti organici vengono stoccati in una miniera. Il gas risultante viene invece alimentato direttamente dal contenitore chiuso alle unità di cottura.
Requisiti di qualità da soddisfare
Il ciclo di vita di un progetto a protezione del clima
Un progetto a protezione del clima ha un ciclo di vita definito che consiste in varie fasi, dalla valutazione di fattibilità al ritiro delle Riduzioni di Emissioni Verificate (VER).Lo sviluppatore del progetto esamina la fattibilità generale del progetto, la progettazione e il finanziamento. Successivamente, viene redatto il Documento di Progettazione del Progetto (PDD), il quale contiene tutte le informazioni di base sul progetto, come l’obiettivo, la posizione, la tempistica e la durata.
In questa fase, revisori indipendenti esaminano il PDD e le informazioni in esso contenute. Spesso questa fase prevede anche visite sul campo con interviste e analisi in loco. Gli auditor sono valutatori accreditati e imparziali che devono essere approvati dalla norma pertinente come organismo di validazione e verifica (VVB). TÜV Nord/Süd, S&A Carbon LLC e SCS Global Services sono esempi di VVB.
Una volta validato, il progetto può essere registrato con uno standard come il Verified Carbon Standard o il Gold Standard. Tutti i progetti a protezione del clima di alta qualità si basano su standard internazionali. Questi forniscono il quadro di riferimento per la progettazione, la costruzione, la contabilizzazione del carbonio e il monitoraggio. Gli standard riconosciuti rendono il sistema dei progetti a protezione del clima e i progetti stessi resilienti, tracciabili e credibili.
Dopo la registrazione del progetto a protezione del clima, inizia il monitoraggio. Qui gli sviluppatori del progetto monitorano e documentano i dati delle attività e dei progressi del progetto. La durata della fase di monitoraggio varia da progetto a progetto: può coprire due anni, ma è possibile anche una documentazione di cinque o sette anni.
Alla fine di ogni fase di monitoraggio, un VVB controlla e valuta se i valori e le attività del progetto indicati nel rapporto di monitoraggio sono corretti. Come nel caso della validazione, le visite al sito del progetto fanno spesso parte del processo di verifica.
Una volta verificate, le riduzioni di emissioni confermate nella fase di verifica possono essere rilasciate come VER. Le fasi di monitoraggio, verifica e rilascio dei VER si ripetono regolarmente e sono quindi considerate un ciclo.
Una volta utilizzato, un VER deve essere ritirato. Questo processo si riflette anche nel registro. Se il finanziamento di un progetto a protezione del clima avviene tramite ClimatePartner, i VER vengono raggruppati in un sistema certificato da TÜV Austria e poi ritirati regolarmente. In questo modo si garantisce che ogni VER non possa più essere venduto e venga utilizzato una sola volta, evitando il doppio conteggio.
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