Restituire fertilità ai terreni
Decenni di agricoltura intensiva hanno impoverito e compattato i terreni in tutta Europa. Oggi immagazzinano meno carbonio e trattengono meno acqua. L’agricoltura stessa è così diventata parte del problema climatico.
Questo progetto dimostra che esiste un’alternativa. In dieci Paesi europei, gli agricoltori stanno adottando pratiche rigenerative: riducono le lavorazioni del terreno, coltivano colture di copertura, utilizzano fertilizzanti organici e gestiscono i residui colturali in modo più responsabile.
Il risultato: terreni che immagazzinano più carbonio, resistono meglio ai periodi di siccità e pongono le basi per un’agricoltura più sostenibile.

How regenerative agriculture contributes to climate action
With food and agriculture accounting for one-fourth of all global greenhouse gas emissions, transitioning to more sustainable farming practices is one of the key climate action measures. Regenerative agriculture can reduce emissions, increase carbon removals and improve soil quality.
Reduced soil disturbance supports good soil structure, can increase soil organic carbon and helps conserve moisture. By maintaining a healthier, more biodiverse soil ecosystem, it can lower erosion risk and reduce fuel use through fewer or lighter field operations. The use of cover crops can improve soil organic carbon and fertility by capturing excess nutrients after harvest. Cover crops also help conserve soil moisture, reduce erosion, reduce compaction and lower nutrient losses.
The use of organic fertilisers can improve nutrient availability and increase soil organic matter, supporting healthier, more resilient plants and more robust farming systems. Because nutrients are often released more gradually, this approach can, when applied appropriately, reduce the risk of surface runoff, erosion and plant stress.
Finally, improved residue management means leaving crop residues such as straw and stalks on the field and distributing them as mulch, so the soil remains covered by a protective plant layer. This shields soils from erosion and extreme temperatures while retaining moisture. Returning residues to the soil adds organic matter and can contribute to higher soil carbon over time. Climate projects in the ClimatePartner portfolio are registered with international standards.
Requisiti di qualità da soddisfare
Il ciclo di vita di un progetto a protezione del clima
Un progetto a protezione del clima ha un ciclo di vita definito che consiste in varie fasi, dalla valutazione di fattibilità al ritiro delle Riduzioni di Emissioni Verificate (VER).Lo sviluppatore del progetto esamina la fattibilità generale del progetto, la progettazione e il finanziamento. Successivamente, viene redatto il Documento di Progettazione del Progetto (PDD), il quale contiene tutte le informazioni di base sul progetto, come l’obiettivo, la posizione, la tempistica e la durata.
In questa fase, revisori indipendenti esaminano il PDD e le informazioni in esso contenute. Spesso questa fase prevede anche visite sul campo con interviste e analisi in loco. Gli auditor sono valutatori accreditati e imparziali che devono essere approvati dalla norma pertinente come organismo di validazione e verifica (VVB). TÜV Nord/Süd, S&A Carbon LLC e SCS Global Services sono esempi di VVB.
Una volta validato, il progetto può essere registrato con uno standard come il Verified Carbon Standard o il Gold Standard. Tutti i progetti a protezione del clima di alta qualità si basano su standard internazionali. Questi forniscono il quadro di riferimento per la progettazione, la costruzione, la contabilizzazione del carbonio e il monitoraggio. Gli standard riconosciuti rendono il sistema dei progetti a protezione del clima e i progetti stessi resilienti, tracciabili e credibili.
Dopo la registrazione del progetto a protezione del clima, inizia il monitoraggio. Qui gli sviluppatori del progetto monitorano e documentano i dati delle attività e dei progressi del progetto. La durata della fase di monitoraggio varia da progetto a progetto: può coprire due anni, ma è possibile anche una documentazione di cinque o sette anni.
Alla fine di ogni fase di monitoraggio, un VVB controlla e valuta se i valori e le attività del progetto indicati nel rapporto di monitoraggio sono corretti. Come nel caso della validazione, le visite al sito del progetto fanno spesso parte del processo di verifica.
Una volta verificate, le riduzioni di emissioni confermate nella fase di verifica possono essere rilasciate come VER. Le fasi di monitoraggio, verifica e rilascio dei VER si ripetono regolarmente e sono quindi considerate un ciclo.
Una volta utilizzato, un VER deve essere ritirato. Questo processo si riflette anche nel registro. Se il finanziamento di un progetto a protezione del clima avviene tramite ClimatePartner, i VER vengono raggruppati in un sistema certificato da TÜV Austria e poi ritirati regolarmente. In questo modo si garantisce che ogni VER non possa più essere venduto e venga utilizzato una sola volta, evitando il doppio conteggio.
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