Mantenere i refrigeranti in circolazione
I refrigeranti sono una componente essenziale degli impianti di climatizzazione e refrigerazione. Molti impianti esistenti e meno recenti nel mondo utilizzano ancora idrofluorocarburi (HFC). Quando i refrigeranti fuoriescono dagli impianti di climatizzazione o refrigerazione, ad esempio a causa di perdite o di uno smaltimento improprio, vengono rilasciate notevoli emissioni di gas serra. I refrigeranti usati vengono rimossi dagli impianti durante la manutenzione o la sostituzione delle apparecchiature. Non tutti vengono successivamente rigenerati e riutilizzati.
Questo progetto, situato a Livonia, nello Stato del Michigan, adotta un approccio di economia circolare. I refrigeranti HFC usati vengono recuperati da impianti di climatizzazione e refrigerazione in tutti gli Stati Uniti e trasportati a un impianto di rigenerazione certificato EPA. Qui vengono raccolti, analizzati e depurati da contaminanti quali olio, umidità e altre impurità. Dopo la rigenerazione, i refrigeranti vengono reimmessi sul mercato e possono essere nuovamente utilizzati negli impianti esistenti. Mantenendo più a lungo in circolazione i refrigeranti già disponibili, il progetto prolunga la vita utile di risorse preziose e riduce la domanda di nuovi refrigeranti. In questo modo rafforza l’economia circolare nel settore della refrigerazione e del condizionamento e promuove un uso più responsabile dei materiali esistenti.
Durante il primo periodo di monitoraggio verificato, da agosto 2024 a luglio 2025, il recupero, la rigenerazione e il riutilizzo dei refrigeranti HFC hanno evitato 300.634 tonnellate di CO₂e. I refrigeranti trattati nell’ambito del progetto includevano R‑134a, R‑404A, R‑407C, R‑410A und R‑507A.




Come la gestione dei refrigeranti contribuisce alla protezione del clima
Molti sistemi esistenti utilizzano idrofluorocarburi (HFC), che hanno un elevato potenziale di riscaldamento globale. Quando vengono rilasciati nell’atmosfera a causa di perdite, interventi di manutenzione o al termine della vita utile di un impianto, contribuiscono direttamente al cambiamento climatico. Una gestione responsabile dei refrigeranti lungo l’intero ciclo di vita contribuisce a ridurre queste emissioni.
La gestione dei refrigeranti comprende diverse misure lungo l’intero ciclo di vita di queste sostanze. Tra queste figurano l’individuazione e la riparazione tempestiva delle perdite, la transizione verso refrigeranti con un minore potenziale di riscaldamento globale e il recupero dei refrigeranti usati. Durante il recupero, il refrigerante viene rimosso dall’impianto, pulito e riutilizzato direttamente oppure rigenerato in una struttura specializzata. Durante la rigenerazione, il refrigerante viene pulito e sottoposto a controlli di qualità. In questo modo può essere riutilizzato negli impianti di refrigerazione e climatizzazione.
I progetti climatici nel settore della gestione dei refrigeranti intervengono in diverse fasi di questo ciclo. I sistemi di monitoraggio in tempo reale rilevano tempestivamente le perdite, consentendo riparazioni più rapide e una riduzione delle emissioni. I moderni impianti di refrigerazione utilizzano refrigeranti a minore impatto climatico, come ammoniaca, anidride carbonica, idrocarburi o determinati idrofluoroolefini. I progetti di recupero e rigenerazione mantengono più a lungo in circolazione i refrigeranti esistenti e riducono la domanda di nuove sostanze. I progetti per la gestione dei refrigeranti a fine vita garantiscono che le sostanze obsolete o non più utilizzabili siano trattate correttamente e non vengano rilasciate nell’atmosfera. A seconda della tipologia di progetto, le riduzioni delle emissioni vengono quantificate sulla base delle perdite evitate, dei refrigeranti sostituiti, delle quantità riutilizzate o delle sostanze dimostrabilmente distrutte. I progetti di gestione dei refrigeranti presenti nel portafoglio ClimatePartner sono registrati secondo standard internazionali.
Requisiti di qualità da soddisfare
Il ciclo di vita di un progetto a protezione del clima
Un progetto a protezione del clima ha un ciclo di vita definito che consiste in varie fasi, dalla valutazione di fattibilità al ritiro delle Riduzioni di Emissioni Verificate (VER).Lo sviluppatore del progetto esamina la fattibilità generale del progetto, la progettazione e il finanziamento. Successivamente, viene redatto il Documento di Progettazione del Progetto (PDD), il quale contiene tutte le informazioni di base sul progetto, come l’obiettivo, la posizione, la tempistica e la durata.
In questa fase, revisori indipendenti esaminano il PDD e le informazioni in esso contenute. Spesso questa fase prevede anche visite sul campo con interviste e analisi in loco. Gli auditor sono valutatori accreditati e imparziali che devono essere approvati dalla norma pertinente come organismo di validazione e verifica (VVB). TÜV Nord/Süd, S&A Carbon LLC e SCS Global Services sono esempi di VVB.
Una volta validato, il progetto può essere registrato con uno standard come il Verified Carbon Standard o il Gold Standard. Tutti i progetti a protezione del clima di alta qualità si basano su standard internazionali. Questi forniscono il quadro di riferimento per la progettazione, la costruzione, la contabilizzazione del carbonio e il monitoraggio. Gli standard riconosciuti rendono il sistema dei progetti a protezione del clima e i progetti stessi resilienti, tracciabili e credibili.
Dopo la registrazione del progetto a protezione del clima, inizia il monitoraggio. Qui gli sviluppatori del progetto monitorano e documentano i dati delle attività e dei progressi del progetto. La durata della fase di monitoraggio varia da progetto a progetto: può coprire due anni, ma è possibile anche una documentazione di cinque o sette anni.
Alla fine di ogni fase di monitoraggio, un VVB controlla e valuta se i valori e le attività del progetto indicati nel rapporto di monitoraggio sono corretti. Come nel caso della validazione, le visite al sito del progetto fanno spesso parte del processo di verifica.
Una volta verificate, le riduzioni di emissioni confermate nella fase di verifica possono essere rilasciate come VER. Le fasi di monitoraggio, verifica e rilascio dei VER si ripetono regolarmente e sono quindi considerate un ciclo.
Una volta utilizzato, un VER deve essere ritirato. Questo processo si riflette anche nel registro. Se il finanziamento di un progetto a protezione del clima avviene tramite ClimatePartner, i VER vengono raggruppati in un sistema certificato da TÜV Austria e poi ritirati regolarmente. In questo modo si garantisce che ogni VER non possa più essere venduto e venga utilizzato una sola volta, evitando il doppio conteggio.
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